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brandolino dip

grumo grumo
la luce scema

la pittura mesce
nelle mie vuote a piene
mani quel mal maggiore

chi donerà la veste?
il fuori registro
già prende un’altra piega

e l’impasto impazzisce

*

il falsoconio è fesso
fa lo stesso
l’hanno scritta in faccia
la medaglia al rovescio

la campanella suona
gesto mestolo e forchetta compunta
a tavola
il faut che il bambino cambi
scuola e regola
lingua slegata è l’arma sicura
per dare un alfabeto
sgrammaticato purché ben masticato
l’égalité, tu sais
verrà quando compie l’età
(l’impertinente intanto
si morde la lingua)

l’umore melanconico cambia dopo il caffè
si tace, si acconsente per indurre in siesta
procede il pour parler
al figliolo linfatico faranno bene mare
e madre, moto ondoso e messa a nudo.
Che giochi, che faccia l’indiano, tanto,
nel bosco la primogenitura gli si rafforzerà.

*

Nel tardo contado
sopravvive un odio canuto e accanito.
L’uomo antico
innesca la tagliola con vendetta e ventresca.
Per gola e fame la volpe ci casca.

Notturni di dolori altrui
gridi bui zampette monche
e le monte sui gran sederi bianchi.
L’equilibrio biologico si pasce
là dove si giace.

In segreto e in coscienza
il paese ancora si dibatte
nella morsa dell’antica credenza
dove la volpe mangiapolli ride
l’homo sapiens uccide.

*

dolo pendolo

pedemontano
segarsi
e all’arsaspra presa
aggrapparsi

con tendini dentini

brucia lento
nei camini
il tronco intruso
in odor d’addio

nasce la scena

madre dramma
passa l’eredità
dei ladroni padri
ai padroni ladri

*

rifacimento oplà controfigura
in libera caduta
il corpo torto a testa alta in tempo piroetta
ti libri, schianti
e taci l’arte

il titolare riprende la parte
ma non sa che farsi
avo confesso
ritratto d’elmo e di malinconia
d’andirivieni e vai

gli capogira fra le stelle
l’equidistanza
carne ed ossa passo passo lungo il fosso
canta e stanca l’oscil
lamento coatto

*

l’atto tracciato
con velluto luce
in varietà infinita
d’istinti possibili
e d’incidenti identici

gioca e mi soliloquia
capobranco
ma di punto in bianco
il simbolo bolso
fuori quadro è stanco

artificio a bottega
la pisciatina è storia

*

(Brandolino Brandolini D’Adda, da Dipinto fuori quadro,

Anterem Edizioni, Verona, 1994)