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Fragmenta (Volume II)

AAVV
Fragmenta – Volume II
Premio Letterario Ulteriora Mirari, 2012
Antologia con autori vincitori e selezionati
delle sezioni
Mosaici, Letteratura in fasce, Monografie
Smasher edizioni

*

Silvia Rosa

Per la bambina col volto uguale della notte
 
 
I padri sono morti tutti, i maestri sono muti,
gli amanti sono briciole minuscole sul cammino
che porta al fosso ricamato di ortiche, spine
di rovi, sassi appuntiti acuti come un grido.
Il ventre si ricopre di lavanda, lento adagio,
e cresce madre di se stesso e mette gemme viola
per la bambina col volto uguale della notte
per il suo pianto asciutto inconsolabile.
La mano non cerca più carezze, ma scrive
scrive solo, scrive dei padri e dell’abbandono,
dei maestri con labbra d’oro che tradiscono
lezioni, strappando la radice di ogni gesto
piegando il vero al dolo d’illusioni, scrive degli amanti
che non sanno amare, nella lontananza issata
come una bandiera per dirsi liberi di andare
e tornare – col vento nuovo di ogni nuova assenza – ,
scrive del battito del cuore nascosto in una bara,
a decantare sangue e vita, sotto terra, e l’attesa
tenera di un’altra fioritura, nei seni infantili
all’improvviso la forma sicura di una donna.

(I padri sono tutti morti, le figlie camminano
senza talloni vanno avanti, vanno incontro
alla stagione dei ricordi, di quando erano piccole
così come piccoli aquiloni, le spalle dritte
– soldatini – ora che salvano gli sguardi candidi
da ogni delusione, ora che smettono di vegliare tombe
e corrono, corrono lievi, con il solo nome
nelle tasche vuote).

*

Giuseppe Barreca
 
 
 
Tempo pietrificato
 
 
Tempo pietrificato, tempo che non scorre,
tempo che vive di momenti che sono statue
e di silenzi impenetrabili.
Le stagioni e le ore i giorni,
appaiono come smorfie sofferenti
e segnano sui volti delle persone
le loro eterne leggi.
Sarà, alla fine di tutto, la salvezza
in un angolo ignoto di un bosco,
in una cantina cittadina senza finestre,
sarà, alla fine, la salvezza, lì?
Mistero di pietra e mistero infinito,
come l’usato interrogarsi su sé e gli altri,
su Dio e Satana, su me e te, sul pranzo
e la cena. Sul niente.
E le foglie che cadono si rialzeranno,
e i pensieri pensati torneranno, solo…
mascherati da novità, ma imbelli
modalità saranno per esistere
in quant’aria di vetro montaliana.
Cosa c’è alla fine di ogni cosa?
Un’altra cosa, altre cose, altre domande
che seguiranno le domande mute del nostro esistere,
in un’infinita catena di interrogativi
e noiose risposte date sbadigliando.
Sorprendersi è sempre più difficile
ed è volgare, a volte, il modo che usiamo
per lasciare senza fiato qualcuno
che non s’ama più.
Poi anche le parole si accartocceranno,
e lo sguardo tornerà carico d’ansia
butteremo acqua fredda
per ravvivare i visi sfatti negli specchi serali.

*

Antonio Maggio
 
 
 
Arcana non fu la luce        
 

I

Come per storie dettate a bocche cosparse di miele
dubito ancora una volta  del tempo che ho perso vicino
ad impalpabili forme cercandoti in pianti sommessi
o nella  carne impazzita che freme in ardore di seni.
Sei tu che accogli il sorriso negato alle vecchie menzogne
ma non conosci il mio sguardo, silenzio di ciglia vietate
alle ragioni sottili di tutto l’amore che tace
forse m’inganni di nuovo o menti soltanto a te stessa
e sfogli i veli nel buio da maschere d’inconsistenza
rese sottili dall’aria dell’umido stanco sospiro
che si è dissolto stanotte su dita intrecciate in un arco.

*

Pietro Pisano

Appunti per desistere dall’essere IO
 

Basterà rimanere vuoti,
prorogare lo stadio prefinale,
aderire alla superficie degli eventi
senza parteggiare per un centro
che dica IO,
prolungare la caduta delle ore
sui gesti quotidiani:
aprire porte, finestre, armadietti,
aprire gli occhi per un singolare taglio della luce
che ordini la scena per un dettaglio manifesto
nei contorni delle cose,
aprire i vestiti, gettarli via per terra
attraversare le stanze a piedi nudi, ascoltando
le pareti del corpo
la pelle che respira
e nel limite ritrovarsi, il freddo, il bianco,
la punteggiatura,
la sintesi.

*

Alessia D’Errigo


inferno vs paradiso
 
 
tutta questa vita addosso
un tatuaggio indelebile di anime
di corpi dissodati
che arrancano verso la luce
corpi sepolti in un buio fitto
corpi riposti su un alto clivo
e labbra livide di sacrificio
mani unte
pugni
braccia
occhi
sangue ovunque
e fango

eppure eccola…

nelle trame incandescenti
che secernono verità e parola
fatto inesprimibile di fulgore
armonia di sensi negati
e sovrapposti al destino
che si fanno anima e spiraglio
proprio sotto i nostri occhi
nell’inaspettato giorno che arriva
nel tempo stesso dei ricordi puri
dell’estremo addio e del ritorno
e questo ritrovarsi che ci assale
forte e mobile
espresso stato di condensazione
di spostamento emotivo
a raccogliere il precipizio dei giorni
uno ad uno
in tutta la bellezza della semplicità
che assale e ci sospira nell’intimo
e ancora di nascosto
il segreto di un attimo
lo stesso che ritorna
importuno sotto il corpo
lo stesso che traballa tra le dita
a spettinare i cuori
a spazzare via la mente
per un secondo
che dura un secolo di eternità
contata e avvolta
in un filo orizzontale continuo
di calma
di sospiri dentro i sospiri
suggellati dai baci
dall’ineluttabile forza
degli occhi
a rimestare la carne con la carne
in tutte le linee dei sensi
annichiliti e stanchi
che ritornano mesti
a toglierci i nodi
tra i nodi
assaporando questo lungo viaggio
tra aiuole e cemento
corpo cavo che esprime gioia
rassegnazione e fato
che mesta e si rimesta
affannato di regole senza regole
assaporato da ogni bacio
donato
tolto
scricchiolante di passi
passi dietro a passi
e dentro i passi
insolitamente nuovo e antico
sfrangiato e dissoluto
talvolta saggio e rugoso
di relazioni strabiche
che oscillano il loro canto obliquo
tra fiori rosa e frutta
nel canto sublime dell’amore
nel marcato nero dell’odio
che sa di pozzo e sugo
un delirio di esseri
animali erranti
armati d’inferno e paradiso

*

Maura Potì
 
 
 
 
Il linguaggio abusato
 

Spezzo e taglio
suturo e ricompongo
è un caleidoscopio
di frammenti brevi
e di legami senza piombo
come sigilli in ceralacca
di certi scambi epistolari.
D’altronde sono instabili
e sciolgono al sole
come meduse spiaggiate
o come accordi in do minore.
Mi inquieto e mi sconcerto
ma a ben vedere
c’è del divertimento
nel vivisezionare i suoni
e scindere il falso dal reale
l’intento dal pretesto.
E poi nel separare
– e questo è il bello –
tutto si svela
nell’essenza di un lemma.
Ogni fonema
è micro cellula
di un unico sistema
che s’avvolge
e si srotola e codifica
in un lungo serpente
senza capo né coda.

*

Premio Letterario Ulteriora Mirari, 2012

Sezione Mosaici Poesia
Primo classificato Silvia Rosa
Finalisti Giuseppe Barreca, Antonio Maggio
Pietro Pisano, Alessia D’Errigo, Maura Potì
 
*

Sezione Mosaici Prosa
Primo classificato Daniela Montella
Finalisti Luigi Bonaro, Maurizio Manzo, Claudia Melegari
 
 
*
 
 
Sezione Letteratura in fasce
Primo classificato Anila Resuli
Finalisti Chiara Baldini, Ulisse Fiolo, Anna Mosca
 
 
*
 
 
Sezione Monografie Poesia
Primo Classificato Mauro Ercolani
Finalisti Carla Bariffi, Lella De Marchi, Narda Fattori
 
 
*
 

Sezione Monografie Prosa

Primo classificato Antonio Scavone

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