La dimora del tempo sospeso

Michele Guyot Bourg

Chiara Daino

Sei solo. Lo sapevi?

     Solo.
     Sei solo. Lo sapevi? Sei solo un pollice opponibile. E te lo scrivo perché sia: una sentenza scritta. «Tu sei solo»: è una frase facile, di poche parole, la condizione e la condanna. «Tu sei solo!» – e solo uno Scrittore ti vede: nudo e solo. Perché? Perché lo Scrittore è: solo. Solo un nido di frasi. Solo una traccia che forse lascia il segno. Uno solo: la firma. Lo Scrittore non parla, ne scrive: dei tempi morti di ogni tempo. E non importa se lo ami. Importa che lo Scrittore vinca: il suicida che lo marca stretto [e quanto manca? Cosa separa – dallo scrivere addio?]. Non piangere: non è il tuo destino, se non pretendi [anche tu!] di scrivere. Sì è meno soli quando bastano i corpi: la carne, la crosta, la camera… I colleghi – che uno scrittore…

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