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Claudia Di Palma

Altissima miseria

SEZIONE A RACCOLTE EDITE

Premio speciale del presidente delle giurie

L’epigrafe, che cita Mariangela Gualtieri da Caino, la dice lunga sulla conformazione dei testi che compongono quest’opera. Anche se la dedica al manierismo gualteriano è, più che altro, confinata nella prima sezione del libro. E nel testo introduttivo troviamo un passaggio in cui la “cura di tutte le cose” viene definita “spietata”. Sono questi due tratti distintivi dell’opera: l’accostamento ad un certo di tipo di scrittura e l’urgenza di prendersi cura delle cose. Prendersi cura delle cose significa anche rendersi ospitale.

Cosa ospita Di Palma nella sua scrittura?

In primo luogo la differenza. A solo titolo d’occorrenza un passaggio oserei dire fulminante in tal senso: “… per dire / eccoci, per ospitare reciproche differenze”. Di Palma si prende cura della differenza e della reciprocità. Reciproco toccarsi, reciproco vedersi, reciproco sentirsi. A questo punto…

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