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Di alcuni significati più evidenti

delle parole ‘ha ‘ha

 

 

Conviene sviluppare qui l’abituale e succinto discorso di Bosse-de-Nage, perché si sappia che a ragion veduta e non per scherzo l’abbiamo sempre riportato nella sua intera estensione, insieme alla causa più verosimile delle sue premature interruzioni. «’HA  ‘HA» diceva con concisione; ma non dobbiamo occuparci del fatto accidentale che egli generalmente non aggiungeva nient’altra cosa. Innanzitutto è più assennato ortografare AA, perché l’aspirazione h non si scriveva nell’antica lingua del mondo. In Bosse-de-Nage essa denunciava lo sforzo, la fatica servile e obbligatoria, e la coscienza della propria inferiorità. A giustapposta ad A e sensibilmente a essa uguale, è la formula del principio d’identità: una cosa è se stessa. Nello stesso tempo ne è la più eccelsa refutazione, perché le due A differiscono nello spazio, quando le scriviamo, se non nel tempo, come due gemelli non nascono insieme, – emesse dallo iato immondo della bocca di Bosse-de-Nage. La prima A era forse congruente alla seconda, e scriveremmo volentieri in questo modo: A ≡ A. Pronunciate molto rapidamente, sino a confonderle, sono l’idea dell’unità. Lentamente, della dualità, dell’eco, della distanza, della simmetria, della grandezza e della durata, dei due princìpi del bene e del male. Ma questa dualità prova anche che la percezione di Bosse-de-Nage era notoriamente discontinua, anzi discontinua e analitica, inadatta a ogni sintesi e a ogni adeguazione. Si può arditamente congetturare che egli percepisse soltanto lo spazio a due dimensioni, e fosse refrattario all’idea di progresso, che implica la figura spirale. Sarebbe un problema complicato studiare inoltre se la prima A fosse causa efficiente della seconda. Accontentiamoci di constatare che Bosse-de-Nage non proferendo normalmente che AA e niente più (AAA sarebbe la formula medica Amalgamate), non aveva evidentemente alcuna nozione della santa Trinità, né di tutte le cose triple, né dell’indefinito, che comincia dal tre, né dell’incondizionato, né dell’Universo, che può essere definito il Molti. Né degli altri. E infatti il giorno in cui si sposò, provò sì che sua moglie si comportava bene, ma non seppe se era vergine. E nella sua vita pubblica, non capì mai l’uso, sui boulevards, di chioschi di ferro, il cui nome volgare deriva dal fatto che sono divisi in tre prismi triangolari e che non possono essere utilizzati che per un terzo alla volta; e fino alla morte restò, secondo lo stigma del capitano Kid:

BOSSE-DE-NAGE

CINOCEFALO BABBUINO

che imbrattava e danneggiava sconsideratamente ogni cosa. Intenzionalmente abbiamo tralasciato di dire, essendo tali significati ben noti, che ha ha è un’apertura in un muro all’altezza del viale di un giardino, una bocca-di-lupo o pozzo militare destinato a fare crollare i ponti in acciaio cromato, e inoltre che AA si può ancora leggere sulle medaglie coniate a Metz. Se l’asse di Faustroll avesse avuto un bompresso, ha ha avrebbe designato la particolare vela posta sotto il buttafuori.

(Alfred Jarry
da: Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico,
cura C. Rugafiori, Adelphi, Milano, 1984)

jarry