Bologna in Lettere 2015 – Nina Maroccolo

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Nina Maroccolo, Massa 1966.

Cresciuta in Sardegna da bambina, approdata a Firenze nel ‘75 – dove ha studiato Arte e Musica – vive e lavora a Roma dal 2004. Scrittrice, cantante e performer, autrice di testi teatrali, interprete, artista visiva. Lavora a recital, perfomances, improvvisazioni, azioni sceniche, teatralizzazione di testi. Sono i “Canti per voce nuda” che comprendono la tradizione orale e il canto sacro. L’amore per le sinestesie, incontro tra le arti, la porta a una ricerca costante sul piano creativo, e ama collaborare con altri artisti. Molti i progetti condivisi: dal teatro alla musica, dalla letteratura al cinema, alla videoarte. Ha lavorato con City Lights Italia, consorella europea della casa editrice fondata da Ferlinghetti.

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Pubblicazioni

IL CARRO DI SONAGLI (City Lights Italia 1999); ANNELIES MARIE FRANK (Empirìa 2004, 2a ed. 2009), con una lettera di Alda Merini; FIRENZE-ROMA (Pulcinoelefante 2004), a cura di Eric Toccaceli; DOCUMENTO 976…

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Bologna in Lettere 2015 – Maria Korporal

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Maria Korporal, nata nel 1962 a Sliedrecht, Olanda. Ha studiato grafica e pittura all’Accademia delle Belle Arti St. Joost a Breda, Olanda, diplomandosi – tra l’altro – con un’installazione video. Dopo gli studi, nel 1986, si trasferisce in Italia, dove torna a dedicarsi alla pittura e alla grafica. Nel 1989 è co-fondatrice della casa editrice Apeiron, per la quale si occupa dei progetti grafici. In questo ambito inizia a lavorare con il computer: la sua produzione artistica degli anni successivi documenta un sempre maggiore utilizzo delle tecniche digitali. Dal 1998 usa esclusivamente i nuovi media per la sua espressione artistica.

Dal 2014 vive e lavora a Berlino.

La sua produzione artistica include videoarte, imaging digitale, performance e installazioni. Negli ultimi anni si occupa prevalentemente di videoarte. È inoltre attiva nel campo del web design e della grafica.

Il suo sito: www.mariakorporal.com

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Selezione di partecipazioni a mostre e festival degli ultimi…

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Aspettando Bologna in Lettere – Terzo step – Incontro con Franco Buffoni & Marco Simonelli

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Aspettando Bologna in Lettere – Terzo step

Incontro con Franco Buffoni & Marco Simonelli

Cura, conduzione e critica Alessandro Brusa, Fabio Michieli

Sabato 18 Aprile ore 18.00

Il Cassero – Via Don Minzoni 18 – Bologna

Franco-Buffoni

Franco Buffoni

Ha pubblicato le raccolte di poesia Suora carmelitana (Guanda 1997), Songs of Spring (Marcos y Marcos 1999), Il profilo del Rosa (Mondadori 2000), Theios (Interlinea 2001), Del Maestro in bottega (Empiria 2002), Guerra (Mondadori 2005), Noi e loro (Donzelli 2008), Roma (Guanda 2009), Jucci (Mondadori 2014). L’Oscar Poesie 1975-2012 (Mondadori 2012) raccoglie la sua opera poetica. Per Marcos y Marcos dirige il semestrale “Testo a fronte” e ha tradotto Una piccola tabaccheria. Quaderno di traduzioni, 2012. Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005). E’ autore dei pamphlet Più luce, padre (Sossella, 2006) e Laico Alfabeto (Transeuropa 2010) e dei romanzi Reperto 74 (Zona 2008), Zamel (Marcos y Marcos 2009), Il servo di…

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Poetica del basso continuo

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Ida Travi, Poetica del basso continuoIda Travi

Il vincolo

Come un bambino la parola nasce e non è sola. Nasce da un essere umano, ma non nasce una volta sola. Nasce continuamente, muore continuamente, per questo il mondo non le apparterrà mai. Per questo il mondo non avrà mai una parola definitiva.

La parola esce dalle labbra in stato d’emergenza. E’ un movimento d’uscita, sì – va verso il fuori, venendo da dentro. Coincide col movimento del ritorno e dell’addio. E più la parola è poetica – cioè più autenticamente politica -, più stretta è la porta da cui riesce a passare. Stretto è il passaggio da cui esce la parola, stretta è la parola finché qualcuno non la spalanca in chiacchiera.

La parola non nasce libera, viene al mondo in un vincolo, e sì, la vita della parola è il movimento di liberazione da quel vincolo. Come il primo respiro, come quando la testa…

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Bologna in Lettere 2015 – Sottoscrizioni

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I tempi sono quelli che sono. La crisi impera, come ben sappiamo, e raramente le iniziative culturali incontrano il sostegno e il beneplacito di istituzioni e sponsor. “Bologna in Lettere”, al di là di Patrocini non onerosi, rientra nella categoria dei progetti non sovvenzionati. La situazione è questa. Niente di più, niente di meno. Ma il festival si farà ugualmente. E anzi crescerà in quantità e qualità. E’ questo l’obiettivo che ci siamo prefissati. Per far sì che ciò accada -oltre al volontariato a all’autotassazione dello staff, che crede fortemente nel progetto proposto- siamo qui a chiedervi un piccolo contributo, una piccola sottoscrizione rivolta a coprire, parzialmente, le spese di gestione. Si tratta, se vogliamo, di una specie di crowdfunding autogestito. Perché la nostra non è una richiesta di soldi fine a se stessa -non chiediamo l’elemosina- ma un’offerta per un bene comune per il quale, inoltre, offriamo qualcosa in…

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Bologna in Lettere 2015 – Solidea Ruggiero

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“Il mio corpo è la parola,

la mia pelle è l’asfalto in cui è impressa

e le cicatrici solo il ricordo di uno strappo.

Se fossi stata intera, sarebbe mancato qualcosa.”

http://solidearuggiero.tumblr.com/

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Solidea Ruggiero (1976 – Genk- Belgio). Autrice, scrittrice e performer, nel 2013 pubblica il suo primo libro di racconti, IO CHE NON CONOSCO LA VERGOGNA per la casa editirice italo/sudamericana (Cile) Edicola Ediciones, tradotto in inglese e spagnolo, presente in Italia, Cile, Perù, Messico, Argentina, Spagna etc. Il libro ha la post-fazione di Gian Ruggero Manzoni e la copertina dell’artista spagnolo Santiago Morilla. Negli anni, ha firmato per varie riviste culturali, d’arte e letteratura e molti cataloghi per mostre. Ha dato vita a differenti collaborazioni artistiche che l’hanno portata a comporre e recitare testi, posare, performare e produrre diversi progetti artistici. La più importante con il maestro Marco Agostinelli per  la sua video installazione, presentata prima al…

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Bologna in Lettere 2015 – Marthia Carrozzo- Vanni Schiavoni

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fAzioni di Versi / Cantautori e poesia

Bjork sostenne, una volta che “la musica non è questione di stile, ma di sincerità”
La stessa “sincerità” della poesia. La stessa che genera incontri, scontri, a volte, la stessa che genera “collisioni”. Da Bjork a Patty Smith, tamburellando nel respiro, da Cohen a Bob Dylan, la poesia, la nostra, oggi, cerca l’intercapedine per cui infilarsi, cerca innesto, la contaminazione tra le voci ed il dire, tra cantautori e fiato, tra note martellanti e raposdia rock del verso.

Testi e riscritture di: Vanni Schiavoni e Marthia Carrozzo

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Marthia Carrozzo: poetessa e attrice. 2004, collabora al Laboratorio sul Potere della Parola con Giovanni Lindo Ferretti. 2007, la sua prima raccolta poetica, “Utero di Luna” (Besa Editrice), con prefazione di Alda Merini. 2007, è vincitrice (ex aequo con Rossano Astremo) del 1° Poetry Slam delle culture migranti, Bari. 2008, alcuni suoi testi sono…

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Libera Occupazione Poetica – 21 Marzo – Torino

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LIBERA OCCUPAZIONE POETICA è l’incontro collettivo che si terrà sabato 21 marzo 2015 a Torino, nella sede dell’Unione Culturale Antonicelli (Via Cesare Battisti, 4/b) a partire dalle 17.30. Presentiamo qui alcuni materiali che hanno contribuito alla preparazione di questo incontro. Quest’ultimo si è articolato intorno a quattro eventi principali: installazione + riflessione + manifesti + lettere. Eventi che corrispondono ad altrettanti modi di fare poesia possibilmente al di fuori, o al limite, dello specifico poetico.

LIBERA OCCUPAZIONE POETICA,

che vuol dire, se prendiamo i due ultimi termini, mestiere poetico, inerente alla poesia, ed è il lato derisorio della formula. In Italia, più che in qualunque altro paese d’Europa, l’attività poetica non può essere considerata degna non solo di un interesse mercantile (non produce profitto), ma neppure di un sostegno istituzionale (denaro pubblico per la poesia!!!!).

Così non è altrove, dall’Islanda alla Romania, chissà per quali atavismi, esistono istituzioni che sostengono con un certa capillarità e sistematicità l’attività poetica. (In Italia si è probabilmente convinti di avere già tutta la cultura di cui si ha bisogno: si vive sulle antiche riserve, perché mai guardare al futuro?) Per cui, verrebbe voglia di disertare puntuali una “giornata mondiale della poesia”, se celebrata sul suolo patrio.

Il derisorio mestiere del poeta però è anche “libero”, e lo è in un senso non banale: nessuno chiede al poeta di scrivere quello che scrive. Vi è qualcosa di fuori fase, fuori tempo, fuori contratto nella comunicazione poetica, e questa dimensione, se davvero accolta, costituisce una rara posizione di forza di fronte alla miseria del discorso dominante, quello per cui, senza profitto, non c’è realtà, ed è quindi necessario essere realisti, ossia capitalisti, perché solo nel capitalismo il reale prende piede e al di fuori di esso non ci sono che vuote chimere.

Ben installata nell’irrealtà in cui tutto il realismo capitalistico l’ha relegata, la poesia può cominciare ad avere un suo margine di manovra: possiamo allora esplorare un significato ulteriore della formula iniziale. Possiamo procedere a un’OKKUPAZIONE POETIKA di spazio e di tempo, un’occupazione libera di spazio-tempo. E questo vuol dire imparare da quanto la scrittura poetica ci ha insegnato, e prolungare quel gesto, sconfinare dal foglio, o considerare una forma d’inscrizione più ampia, di scala maggiore, che vada dall’individuale al sociale, dalla bidimensionalità del testo stampato alla tridimensionalità dei corpi vocianti e semoventi nello spazio. Non perché si pretenda avanguardisticamente di cambiare il mondo o liberare la vita. Basterebbe impegnarsi a modificare, a rivoluzionare, tre o quattro abitudini, e con una certa regolarità. Abitudini individuali e collettive. Ma come?! Avete celebrato sull’altare della sacra crescita economica ogni forma di precarietà e flessibilità lavorativa, e poi pretendente che i nostri riti sociali, culturali, comunicativi siano sempre gli stessi, rassicuranti e prevedibili? Invece a noi va di occupare poeticamente quei riti, ossia c’interessa creare rumore, interferenza, perturbazione, e anche inutile, gratuita, insensata festa.

Andrea Inglese

*

L’Unione Culturale Franco Antonicelli organizza le prime iniziative culturali
del progetto Liberazioni del nuovo Polo del 900

LIBERA OCCUPAZIONE POETICA
La giornata mondiale della poesia all’Unione Culturale
Sabato 21 marzo 2015
Via Cesare Battisti, 4/b – Torino
(ingresso libero e gratuito)

⇓⇓⇓

Programma

17.30-18.30
Inaugurazione della mostra Descrizione del mondo
Si tratta di un’installazione collettiva di oggetti-reperti (pagine di libri, fotografie, fogli scritti e disegnati a mano, registrazioni audio) del modo “analogico” di descrivere il mondo. Ogni descrizione del mondo è sempre, contemporaneamente, una sua complicazione, un’estensione materiale, una stratificazione ulteriore. A questa impresa contribuiscono poeti e artisti da tutta Italia. La mostra, inaugurata attraverso letture e performance, durerà fino all’estate e sarà aperta al pubblico. Si prevede l’invio di opere da parte di Mariasole AriotNanni BalestriniDario BelliniCarlo BordiniAlessandro Broggi,Lorenzo CasaliAlessandra CavaGianluca CodeghiniElisa DavoglioCarlo Dell’Acqua,Francesco Forlani,  Marco GiovenaleMariangela GuatteriAndrea IngleseGiulio LacchiniAntonio LoretoGiulio MarzaioliFrancesca MatteoniLuciano Mazziotta,Simona MenicocciManuel MicalettoRenata MorresiBruno MuzzoliniVincenzo Ostuni,Davide OrecchioMattia PaganelliVittorio PassaroEnrico PassettiChiara PergolaStefano PivaNicola PonzioGabriella PresuttoAndrea RaosMicol Roubini, Jennifer ScappettoneBeppe SebasteGianluca StaziFabio Teti.

18.30-19.30
Estranei al mondo: a cosa servono i poeti?
Discussione con Paolo Costa (filosofo), Italo Testa (poeta e filosofo), Andrea Inglese (poeta).
Introduce Enrico Donaggio.

20.00-21.00
Banchetto poetico
Lettura di manifesti, versi, inni al piacere del cibo e della convivialità. Si prevede la partecipazione diGabriella Giordano & Livio Borriello (Mettre en pratique la Poésie)Cocina Clandestina (Francesco Forlani Marco Fedele)  e Don PastaEnrico Remmert e Luca RagagninPino Tripodi & Giorgio Mascitelli.

21.30
Manifesti per il XXI secolo
La poesia al potere, chiaroveggente e profetica, con la più grande libertà, in versi come in prosa, attraverso un sonetto o una performance, con il supporto di materiale video e sonoro o il proprio strumento di fonazione naturale. Si prevede la partecipazione di Massimo RizzanteBiagio CepollaroBeppe SebastePaolo GentiluomoFrancesca GentiEnzo CampiNikolina Silla, Emanuele Buganza & Compagnia dei Lettori d’AssaltoMarco GiovenaleBeniamino ServinoRaffaele Cutillo.

22.30-23.30
Lettere al Principe
La poesia e il potere, missive a chi, nelle istituzioni e nei governi di questo mondo, in quanto eletti o esperti, dittatori o capi spirituali, in modo legittimo o illegittimo, governa, detta legge, determina i nostri destini, si fa portavoce della parola altrui. Si prevede la partecipazione di Elisa AlicudiFilippo BalestraArsenio BravuomoSergio GarauMarko MiladinovicAlexandra Petrova,Alessandra RaccaGiacomo SandronLuigi SocciSparajurij

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Notte cinematografica
a cura del Centro Culturale La Camera Verde – Roma

Bologna in Lettere 2015 – Rosaria Lo Russo

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Rosaria Lo Russo (Firenze, 1964), poeta, saggista e lettrice-performer, ha pubblicato Comedia (Milano, Bompiani, 1998), Lo Dittatore Amore (Milano, Effigie, 2004), Penelope (Napoli, d’if, 2003), Io e Anne. Confessional poems (Napoli, d’if, 2010), Nel nosocomio (Transeuropa, 2011), Crolli (Le Lettere, 2013), Poema 1990-2000 (Zona, 2014) e ha curato tre libri di poesie della statunitense Anne Sexton, Poesie d’amore (Le Lettere, 1996), L’estrosa abbondanza (Crocetti, 1997, insieme ad Antonello Satta Centanin e Edoardo Zuccato), Poesie su Dio (Le Lettere, 2003). Interprete da quasi trent’anni della poesia contemporanea, ha dato voce alle poesie di Amelia Rosselli (AA.VV., La furia dei venti contrari. Variazioni Amelia Rosselli (a c. di A. Cortellessa, Firenze, Le Lettere, 2007), Piero Bigongiari, Mario Luzi, Mariella Bettarini, Giorgio Caproni, Andrea Zanzotto, Iosif Brodskij, Friederike Mayröcker, Erica Jong, Wislawa Szymborska e molti altri, oltre che ad un vasto repertorio di poesia medioevale (europea e mediorientale) e moderna, collaborando con molti…

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Luca Ariano – Ero altrove

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I personaggi di Luca Ariano, resistenti, come ironicamente scritto altrove, vestono i panni dei protagonisti di un’epica minore. Come tali, muovono i passi amaramente, consapevoli di uno scacco esistenziale che li penetra e ne determina lo spessore. Ariano ha, dalla sua, una visione della realtà quasi fotografica: ogni verso richiama un fotogramma opaco, carpito in un campo lungo in cui le vite si scalfiscono a vicenda ma con grazia, senza toccarsi. Ne deriva una scrittura consapevole, essenziale, di taglio narrativo: essa si consolida nel corso del poema e diventa cifra riconoscibile di un poeta maturo e di una visione lucida del luogo poetico, naturalmente attuale (Ivan Fedeli)

Ero altrove (1)

L’Emilio forse prenderà un’ora

di permesso par andare al funerale

d’un partigiano: è morto lassù,

non troppo lontano da dove combattè

– si dice sia stato compagno di Turoldo.

Pianteranno olmi e salici,

ma quei boschi non saranno tenute

di signori scesi per cacciare

quaglie e cinghiali con il falcone:

spareranno tutto l’anno a tortore e germani

da esibire in salotto.

Merli bianchi non si anneriscono su comignoli

ma sporchi di smog muoiono su tetti

mentre tramonta il sole dietro Appennini

e anche l’autostrada bianca ai lati di capannoni

invenduti ha il sapore di caffè e benzina.

 

*

 

 

Zi’ Carmelo vegnì su

con le pezze into u’ culo

a furia di travagliare

ha sposato tutti i figli da signori,

ma al funerale manco uno ce n’era

di quegli strozzinati;

È prematuramente scomparso

una sera da notte prima degli esami

con l’Emilio come Stilicone

contro i Visigoti:

studentelli che mai sapranno dov’è la Gallia…

i confini dell’Impero.

La luna è una julienne in un’aria soffritta,

di un cortile da cinema parrocchiale,

tra oleandri, bouganville e seggiole

da mal di schiena.

Per l’Enrico passano le estati senza mare,

stagioni alternate

come le scadenze dei cibi nel frigo.

 

*

 

 

Teresa in un porto antico

dove rimangono poche merci,

navi da crociera…

cantieri spianati da villette ;

rivede suo padre… racconti di mare

che ancora odoravano di guerra e dittatura:

potrebbe essere Barcelona o Marseille

in un lungomare di bagnanti da giorno di festa.

Fiulin rivede la nonna stirare davanti a un film

in bianco e nero, un melò che riga zigomi,

di come sarebbe potuto essere… di come…

se avesse conosciuto un altro uomo…

L’Andrea ogni giorno indaga…

strani giri… sentendosi un po’ Siani…Saviano;

alla pensione mai ci arriverà…

nemmeno una targa ricordo

in periferia per un libro mai stampato.

Si alza un vento atlantico che asciuga sguardi,

fischia le orecchie e alzando gonne

lascia passi traballanti

come dopo troppo vino a una cena.

 

*

 

 

Fiulin in una campagna da svegliarsi

sgomenti di notte:

lucciole, costellazioni, passi danteschi

accanto a boschi di cinghiali…

prede per cacciatori.

Si fruga in cassonetti maleodoranti,

tra trattorie semivuote

e ricette di riciclo da dopoguerra.

Come le storie sentite da Teresa

quando le reti di Kubala

erano més que una esperança;

quella dell’Enrico che – per una sera –

lascia a casa i problemi rivedendo

vecchi amici per una partita.

Davanti a vino e spaghetti, imprecazioni

per un goal mangiato, ritorna ragazzino:

‘na pisada in compagnia in un’antica roggia

e poi via come dopo una marachella,

come quando Fiulin

si sente l’ultimo giocatore di scacchi.

 

 

*

 

 

La campagna bagnata

ti lascia sempre attonito Fiulin:

forse il centro direzionale mai finito

accanto… palazzi semicostruiti

tra inoperose gru arrugginite.

Non è così diversa la tua terra Enrico,

lì dove ti alleni o cogli baci furtivi

prima della notte.

Ogni piena sommerge quella cappella;

dicono vi abbia pregato Napoleone

all’alba di una battaglia campale…

l’han sentito sussurrare:

«Sarò Imperatore del mondo!»

Sono rimaste betulle

piantate dalle sue truppe.

 

*

 

 

Un canto di corvi si confonde

alle campane Fiulin,

ti lascia trasognato:

forse una notte trafelata…

cambi di lancette.

Si schiudono cancelli, brillano marmi

dopo la pioggia, tra fredde ceneri

e passi canuti.

Teresa pensa a castagne da spellare,

dolci e fuochi fatui:

riti pagani… cristiani… rigurgiti

di civiltà capitaliste.

Un uragano spazza resti umani…

lascia vestigie riportando la natura

sulle sue orme.

 

*

 

 

Ti ricordi Giggino

i campi pascolati di bufale?

Favoleggiavano che erano giunte

dal lontano Oriente…

Hanno interrato tutto

sopra asili… scuole… ricoveri:

moriranno come mosche

prima del temporale.

Ci sapresti tornare lì?

Tu Fiulin ci andresti?

Ora senti il calore del camino correre

su mura quando fuori l’aria è tersa

per neve dei monti.

Eugenio l’hai incontrata per caso,

in un caffè: ciarle di circostanza…

frasi banali; dov’è andata la passione?

Con lei – un tempo – saresti fuggito

in capo al mondo.

 

*

 

 

In un giorno di alberi…

presepi… professor Emilio

voti alle primarie:

la sera sbraiti sul partito.

Al telegiornale la statua

di Lenin sbriciolata:

rivedi tuo nonno a pugno chiuso

parlare di rivoluzione… capitale

ma la domenica a messa

dai pret… con la nonna.

Avrebbe sentito «puzza di Fascio»…

sarebbe sceso a combattere?

Questa notte pensi a Maria…

collega che a stento saluta:

mani rigate da rughe,

macchie sulla pelle… la ricrescita…

eppure cosa daresti per un bacio?

Abbracciarla quando cala la nebbia

e amanti si stringono per le strade.

 

 

Nato a Mortara (PV) nel 1979, Luca Ariano vive ora a Parma. Ha pubblicato la raccolta di poesie Bagliori crepuscolari nel buio nel 1999. Numerose sue poesie sono apparse su riviste, blog e siti letterari su internet. Collabora con le riviste «Versante Ripido», «clanDestino», «Le Voci della Luna». Nel 2005 è uscita una sua plaquette ne La coda della galassia (Fara) e la sua seconda raccolta di poesie Bitume d’intorno, con la prefazione di Gian Ruggero Manzoni, per le Edizioni del Bradipo di Lugo di Romagna. Con Enrico Cerquiglini ha curato per Campanotto l’antologia Vicino alle nubi sulla montagna crollata(2008). Nel 2009 una parte della sua plaquette Contratto a termine è stata pubblicata ne La borsa del viandante curata da Chiara De Luca (Fara). Sempre nel 2009 ha curato con Luca Paci l’antologia Pro/Testo (Fara). Nel 2010 per le edizioni Farepoesia di Pavia è uscita la plaquette Contratto a termine con una nota di Francesco Marotta. Nel 2011 con Marco Baj per Officine Ultranovecento ha pubblicato il libro d’artista Tracce nel Fango. Sempre nel 2011 con Ultranovecento all’interno del cofanetto Mappe per un altrove ha pubblicato Tempi sospesi – Temps suspesos (4 poesie di Luca Ariano, traduzione in catalano di Imma Puig Cuyàs e 1 Fotolitografia da originale pastelli su carta di Gabriella Di Bona) e 5 gradi prima del ritorno con Martino Neri. Nel 2012 per le Edizioni d’If è uscito il poemetto I Resistenti, scritto con Carmine De Falco, tra i vincitori del Premio Russo – Mazzacurati.

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