La sorpresa dello sguardo. I ritratti intimi di Dino Ignani

La sorpresa dello sguardo. I ritratti intimi di Dino Ignani

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“La luce del ritratto risplende dal suo fondo oscuro. Emana dall’astro eclissato per sé che definisce un soggetto. Ciò che visibilmente scompare nel ritratto, ciò che in esso riesce a sottrarsi ai nostri occhi sotto i nostri occhi, sprofondando nei nostri occhi come all’infinito, è lo sguardo del ritratto” (Jean-Luc Nancy, Il ritratto e il suo sguardo, Cura e Trad. Raoul Kirchmayr, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2002, p. 55)

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Nancy si riferisce propriamente al ritratto dipinto. La stessa cosa può dirsi di un ritratto fotografico? Sarebbe difficile e prolisso esplorare le innumerevoli possibilità di argomentazione dell’interrogazione profusa. Ma siamo qui comunque per argomentare o quantomeno per indicare qualche strada da percorrere. Entrambe le tipologie di ritratto sono schiacciate su un supporto, ma è anche vero che entrambe potrebbero possedere profondità (imitazione della tridimensionalità?), a seconda delle intensità della…

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Emilia Barbato su “Gli Obbedienti” di Francesca Del Moro

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Incapaci di ragionare le cose in misura globale, polverizzati tra pratiche quotidiane e corsa all’inutile, abbiamo omesso una reazione di difesa al graduale processo di sottrazione del valore umano. Aspettavamo forse una minaccia improvvisa per difenderci? Un predatore feroce facilmente riconoscibile, magari un dinosauro? L’aggressore peggiore ci ha colti intorpiditi, ci ha riuniti con la sua ‘mano invisibile’. L’idea che il “Libero” mercato potesse contribuire a elevare il benessere sociale mediante l’offerta di beni a costi sempre più bassi sottendeva una trappola che siamo stati incapaci di cogliere.

Oggi la maggioranza dei lavoratori “vive in quieta disperazione” come direbbe Henry David Thoreau, ciascuno, nel suo piccolo, materia prima del ciclo, è lo stesso gesto di ogni giorno, la parte minuta di una catena di montaggio, il ‘pezzo’ facilmente ricambiabile. Dopo l’automazione del settore primario, del secondario siamo passati all’automazione dei servizi, dell’umano.

Già nel 1833 in Eugenia Grandet Honoré de Balzac scriveva:

“Gli avari non credono nella vita futura, poiché per essi il presente è tutto, e questo stesso concetto diffonde una luce orribile sul mondo odierno, ove piú che mai il denaro domina leggi, politica e costumi. Istituzioni, libri, uomini e dottrina cospirano insieme a scuotere la fede in un’altra vita, fede su cui da diciotto secoli si basa l’edifizio sociale. Tuttavia ci troviamo quasi al medesimo punto, poiché l’avvenire che ci attendeva al di là del requiem fu trasportato nel presente. Giungere per fas et nefas al paradiso terrestre del lusso e delle gioie vanitose, pietrificare il cuore e macerarsi il corpo nell’ansia di beni passeggeri, come un tempo si soffriva il martirio per acquistare i beni eterni, ecco l’idea di tutti, l’idea stabilita e concreta in ogni luogo, persino nelle leggi, le quali domandano all’uomo: Cosa paghi? invece di dirgli: Cosa pensi?… Se una dottrina simile si diffonderà dalla borghesia al popolo, che ne sarà del mondo?”

Quell’ipotesi di dottrina paventata nel romanzo oggi permea tutto.

Cosa fare dunque? L’essere umano deve spogliarsi della propria identità egoistica e ritrovare l’altro, lottare contro la pressione e le strutture reprimenti, tornare alla difesa di sé e del mondo. Come dice Flavio Ermini in Essere il nemico bisogna “diventare prossimi a una parola che sia capace di farsi civitas, luogo, dimora; mantenendo a ogni crocicchio il dubbio sulla strada da prendere, senza arrendersi alle illusioni”.

Francesca Del Moro, autrice del libro “Gli obbedienti”, scrive superbamente le ore spese negli open space sotto grigi soffitti, dimenticando il tempo, i pensieri, ci racconta le ore veloci trascorse a ripetere gli stessi ruoli. Sempre più minuteria, sempre più in tanti, tutti pronti alla sostituzione, tutti a sgomitare, a mangiarsi il prossimo.

Manifestare il proprio disagio è un atto dovuto. Magicamente le coscienze dolgono, c’è qualcuno ancora in grado di mobilitarsi, di foggiare la parola come un’arma, di “lanciarla”. Ecco, “lanciare”: mi piace usare questo verbo pensando alle poesie di Francesca Del Moro. Il ritmo dei suoi versi è veloce come quello di un proiettile che raggiunge l’obiettivo. Il lettore resta fulminato da una pioggia di colpi precisi, rapidissimi, scariche elettriche che non riescono a non allarmare il cervello, il corpo.

Francesca sceglie di ‘reagire’ con i suoi bellissimi versi, raggiungendo il doppio obiettivo di urlare la miseria della condizione umana e affrancare la poesia dal torpore. Si ritorna a dar voce e attenzione alla poesia sociale, all’uomo, al pensiero, da cui così tanto siamo stati allontanati.

 

XVIII

Quando l’amico gli porse il piatto,
pianse come un bambino.
“Non riesco a mangiare” disse
“quel che non ho guadagnato.”

 

XXXIX

Non c’è più scampo,
perfino il cielo
è color del soffitto.
Non servono sbarre
né serrature,
qui tutto è aperto
ma tu resti dentro.

 

LXXIV

L’umanità si muove
ritmicamente ripetitivamente
più o meno alle stesse ore
si dipana e si contorce
come la lunghissima coda
di una bestia mostruosa.

 
“Guadagnerai il pane col sudore della fronte”
sta scritto nella Bibbia, e stamani la barista
ti ha detto di aver letto sul giornale
“Dovremmo tutti lavorare
anche domenica e i festivi,
è per questo che le cose vanno male”.

 

Desideravo leggere “Gli obbedienti” sin da quando in rete sono apparsi alcuni haiku. Colpisce la scelta dell’autrice di ricorrere a questo stile metrico, quasi ci fosse una precisa volontà di corromperne le regole. Francesca non contempla tenendo per sé le considerazioni, mantenendo l’equilibrio, ma sceglie di indignarsi apertamente, di protestare quasi come una giovane ribelle giapponese, dando voce a quella nuova generazione così lontana. Rompe gli schemi scegliendo toni accesi, in netta contraddizione con l’estetica classica. Nel rigore della metrica la natura è sostituita dai molesti rumori umani. La pace di un ruscello diventa il gorgoglio di uno stomaco, i ritmi umani entrano nella calma degli haiku e presagiscono tormenti, sotterranee combustioni, il turpe della facciata, l’uomo moderno in un mondo senza Dio, senza scampo, un mondo di disillusioni. Gli haiku di Francesca ricordano le pennellate scarnificate di Francis Bacon, l’armonia degli ideogrammi è deformata dal dolore, dall’isolamento, dalla solitudine.

 

Jobs Haiku

 

La vita esatta

la corsa della cavia
dentro la gabbia

 

Haiku-da-fé

 

È questa fogna
di stomaci vocianti
la nuova gogna

 

Haiku del mito

 

Calme Cassandre siete
senza la gloria
della tragedia

 


 

Haiku-dilemma

 

Se invece l’arte
fosse l’oppio dell’occhio
che non sopporta?

 

Haiku della pecora

 

Anche se è nera

o vestita da lupo

sta in fila e bela.

 

Social Haiku

 

Brucia le cornee

questo proliferare

di speakers’ corner.

 

Happy Haiku

 

Muovi la bocca
che appare nello specchio
e ti divora.

 

Eye-ku

 

Qui si spalanca
l’occhio dell’universo
e si contempla

 

L’intera raccolta è una morsa che non dà tregua e non può che favorire un risveglio. È un libro a mio avviso notevole, oltre che per la scrittura matura e pulita anche per il fardello di cui l’autrice ha voluto farsi carico. Una raccolta che arricchisce e accomuna, che ritorna all’origine. Come dicevo all’inizio di queste mie riflessioni mobilitarsi in poesia è necessario e proprio di pochi, pertanto simili pubblicazioni vanno promosse con calore e sostenute a spada tratta sperando che possano costituire un seme nuovo da coltivare, un modello per future varietà (Emilia Barbato).

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Il programma completo di Bologna in Lettere 2016

Bologna in Lettere 2016
“Il Festival dei nostri tempi”
Il programma completo degli eventi di Maggio

BOLOGNA IN LETTERE  2016

STRATIFICAZIONI

(arte-fatti contemporanei)

 

Programma

 

LUNEDI’ 9 MAGGIO ore 12.00

COSTARENA 

VIA AZZO GARDINO 48

CONFERENZA STAMPA

DI PRESENTAZIONE DEL FESTIVAL

************

GIOVEDI’ 12 MAGGIO ore 20.30

EPS FACTORY – VIA CASTIGLIONE 26

 

La sorpresa dello sguardo – Amelia Rosselli e gli altri  

Mostra fotografica di Dino Ignani

La mostra resterà aperta fino a giovedì 19 dalle 18.00 alle 21.00

*

Lament Upon Mine Not Receiving What was Due’d to Me

Partitura musicale di Gian Paolo Guerini

Performance trilingue con

Francesca Del Moro, Giusi Montali, Agnese Leo

*  

Tra passione e sovversione: la poesia di Amelia Rosselli

Intervento critico di Niva Lorenzini

 *

Risonanze Installazione sonora per ritorni di voce

Amelia Rosselli e il brusio della lingua

Arte-fatti contemporanei

Chiara Cossu

Dimensione rossa

Presentazione del N° 74 della rivista Nuovi Argomenti

dedicato ad Amelia Rosselli

con la curatrice 

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Bologna in Lettere 2016 – Programma della prima settimana

Bologna in Lettere 2016
“Il Festival dei nostri tempi”
Il programma della prima settimana di eventi
dal 9 al 14 Maggio

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BOLOGNA IN LETTERE  2016

STRATIFICAZIONI

(arte-fatti contemporanei)

 

Programma della prima settimana

 

LUNEDI’ 9 MAGGIO ore 12.00

COSTARENA 

VIA AZZO GARDINO 48

CONFERENZA STAMPA

DI PRESENTAZIONE DEL FESTIVAL

loc1 - 9 maggio  Costarena

************

GIOVEDI’ 12 MAGGIO ore 20.30

EPS FACTORY – VIA CASTIGLIONE 26

 

La sorpresa dello sguardo – Amelia Rosselli e gli altri  

Mostra fotografica di Dino Ignani

La mostra resterà aperta fino a giovedì 19 dalle 18.00 alle 21.00

 *

Lament Upon Mine Not Receiving What was Due’d to Me

Partitura musicale di Gian Paolo Guerini

Performance trilingue con

Francesca Del Moro, Giusi Montali, Agnese Leo

Progetto visivo, regia Enzo Campi

*  

Tra passione e sovversione: la poesia di Amelia Rosselli

Intervento critico di Niva Lorenzini

 *

Risonanze Installazione sonora per ritorni di voce

Amelia Rosselli e il brusio della lingua

 * 

Arte-fatti contemporanei

Chiara Cossu

Dimensione rossa

* 

Presentazione del N° 74 della Rivista Nuovi Argomenti

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non è un paese per poeti

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Klaus Miser – non è un paese per poeti

 

Se è vero che, in letteratura, ciò che accade non deve necessariamente cadere sulla pagina, dovremmo considerare quest’opera come una serie di accadimenti sottesi.  Ma non perché non siano avvenuti realmente. Lo stile attraverso il quale gli avvenimenti sono veicolati conferisce non tanto una sospensione quanto un rinvio. Come se fosse possibile preparare il lettore ad una sorta di differimento della realtà. In poche parole: ciò che è già accaduto, tramite questo tipo di scrittura, deve ancora accadere o comunque sembra dover riproporsi da lì a poco. In tal senso la mancata (e voluta) caduta sulla pagina diviene espediente e dispositivo per la confusione e la moltiplicazione del tempo reale. Del resto in letteratura il tempo è fittizio, nonché molteplice, non può cioè rispondere ai parametri consueti della sua scansione. Se a ciò aggiungiamo l’intersecazione dei piani cosiddetti narrativi e le conseguenti drammatizzazioni (anche astrazioni se volete) del dato di fatto, ecco che l’opera acquista la conformazione di una vera e propria «struttura a delinquere»: un paese che c’è e non c’è, uno status (quello poetico) inconciliabile con qualsiasi realtà, una serie di luoghi rivolti a defigurare più che a configurare, un itinerario, insieme fisico e letterario, decomposto nelle sue fratture. Se la frattura è il luogo della sosta, qui diviene il luogo per la ripartenza, per il rinvenimento di una traccia fantasmatica condannata (artisticamente) a ricrearsi in ogni successivo accadimento, reale o ideale che sia.

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E siamo qui fedeli

al muro che si screpola

allo svanire del tempo

follia in tre tempi

mi regalavo sulla soglia del lago

prima del rigore dell’inverno alla pensione gabriella

in una vasca arrugginita credendomi fassbinder

e invece ero solo una lampadina avvitata male

e un cane a chiazze mangiato d’amore

o una sequenza palustre di nulla

tirata a lucido per questo film

era un pomeriggio caldo

un bosco alle soglie del duemila

colonna sonora delle mie combinazioni

lineamenti di fossi e di vegetazione ripariale

la topografia ridisegnata dalle vene d’acqua

le vene indaco sul tuo braccio perlaceo

si svegliavano assumendo spessore

nel sottoscala dove vivevi

non dimentico più quel potere

fatto di niente

eppure così persistente

da rendere il tempo solo uno sbiadito ricordo

[il tempo che precede l’esistenza]

urgente e bruciante

solo negli avambracci

 

ora luce ora buio

ora stanza d’albergo ora roccia

e sempre muri che si screpolano

ogni giorno fatto di dilatazioni di un solo istante

illusione ottica di agonie

palpebre su luce abbagliante

 

e quindi siamo qui in un giorno d’inverno

scivolamenti confusi

frane complesse

plessi solari periodici

sterni di uccelli perlacei

 

da un’opera abbandonata andarono infine aggravandosi

le mie condizioni mentali

 

e tutto un indagare

pieno di luce e vodka

 

luce indistinta su strade indistinte

 

il corridoio percorso in dieci secondi netti

 

ma ciglia nere lunghe

e un finale di partita

finite le sigarette incisi tacche sul vestito vittoriano

sul lato sinistro una visione e un termosifone

di ferro la prima di ghisa il secondo

pur di non incontrare ancora la luce indistinta

su strade indistinte

 

dal muro solo il facchino come un canto d’amore

desiderio porpora di tiro

 

 

 

Klaus Miser

non è un paese per poeti

Edizioni Prufrock spa, 2015

Il crowdfunding ufficiale di Bologna in Lettere

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Il festival Bologna In Lettere è un luogo di incontro tra autori, performer, critici ed editori nel quale stimolare e generare un dibattito sulla letteratura, in particolare la poesia, che vada oltre la promozione del singolo testo, e che sviluppi ricerca, condivisione e scambio attraverso la multi-disciplinarietà. Naturale in questa ottica mantenere la completa gratuità degli eventi e il profilo internazionale delle proposte. Lateralmente, il festival promuove concorsi per adulti e ragazzi, redazione e pubblicazione di libri, antologie e cataloghi, organizzazione di convegni, workshops ed eventi letterari, al fine di promuovere la realtà bolognese quale punto focale della diffusione della letteratura contemporanea. La IV edizione si svolgerà nel mese di maggio 2016 (12-13-14, 20-21 e 27-28).
Siamo alla ricerca degli spazi che accoglieranno gli eventi, la proiezione di cortometraggi, le esposizioni di fotografia e poesia visiva, le performance, i workshop e i momenti conviviali.

SARÀ PIÙ FACILE CON IL VOSTRO AIUTO!
A PARTIRE DA LUNEDÌ 15 FEBBRAIO…

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Forum Anterem 2015

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Forum Anterem 2015

Premio Lorenzo Montano

XXIX Edizione

 

 

Biblioteca Civica di Verona

 

Sabato 7 Novembre

Venerdì 13 Novembre

Sabato 14 Novembre

 

 ForumLocandina2015

 

Autori

 

Silvia Comoglio, Daniele Bellomi, Stefano Della Tommasina, Giovanno Guanti, Pasquale Della Ragione, Lorenzo Gobbi, Alberto Mori, Davide Nota, Marco Pacioni, Angela Passarello, Maria Pia Quintavalla, Fabio Scotto, Franco Falasca, Francesca Monnetti, Maurizio Solimine, Fausta Squatriti, Giancarlo Stoccoro, Enzo Campi, Paolo Donini, Rita Florit, Gian Paolo Guerini, Giuseppe Nava, Alessio Alessandrini, Angelo Andreotti, Davide Argnani, Maddalena Capalbi, Annamaria Ferramosca, Angela Greco, Lia Rossi, Antonella Taravella, Giovanni Campi, Primerio Bellomo, Antonino Contiliano, Lia Cucconi, Anna Maria Dall’Olio, Adelio Fusé, Stefano Iori, Roberto Perotti, Renzo Piccoli, Gregorio Tenti, Roberto Valentini, Emanuele Canzaniello, Stefania Negro, Rosa Salvia, Stefania Simeoni, Pietro Antonio Bernabei, Mario Campanino, Chiara De Luca, Loredana Lacroix Prete, Mara Mattoscio, Gregorio Muzzì, Enea Roversi, Liliana Ugolini & Vincenzo Lauria, Silvia Del Vecchio, Giuseppe Gorlani, Marco Nuzzo

*

Il programma completo qui

http://www.anteremedizioni.it/files/file/Programma%20Forum%202015-completo_2.pdf

 

Concorso Letterario per allievi universitari – Bologna in Lettere 2016

CONCORSO LETTERARIO PER STUDENTI UNIVERSITARI DEDICATO AD AMELIA ROSSELLI. I DOCENTI UNIVERSITARI CHE INTENDONO COLLABORARE ALLA DIFFUSIONE DEL PROGETTO POSSONO INVIARE UNA EMAIL ALL’INDIRIZZO bolognainlettere@gmail.com

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Bologna in Lettere

Maggio 2016

 

Bando pubblico

Concorso Letterario per studenti universitari

 

il punto di sintesi tra mondo estrov. e
mondo introv. sono io, il fluire

In occasione della quarta edizione del Festival di Letteratura Contemporanea “Bologna in Lettere” e dell’Omaggio ad Amelia Rosselli che avrà luogo all’interno del programma, abbiamo il piacere di invitare gli studenti delle facoltà universitarie a partecipare al

Concorso Letterario

 

Stratificazioni

La caduta e il respiro:

serie e variazioni come sintomo di differenza nella poetica di Amelia Roselli

Il Concorso si intende aperto a partire dal 20/10/2015

La figura di Amelia Rosselli potrà essere affrontata da qualsiasi piano, con qualsiasi modalità e/o stile. Saranno privilegiati, in termini di valutazione, elaborati che affronteranno direttamente quanto espresso nella traccia (La caduta e il respiro: serie e variazioni come sintomo di differenza)

Il Concorso non prevede distinzioni di genere tra poesia, prosa, saggistica e filosofia.

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Pasolini la diversità consapevole – Sonia Caporossi – Roberto Chiesi

L’opera è disponibile su IBS al link

http://www.ibs.it/code/9788898243242/campi-enzo/pasolini-diversita-consapevole.html

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AA.VV.

Pasolini

la diversità consapevole

a cura di Enzo Campi

Contributi critici e scritti dedicati di

Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

Copertina_Pasolini-page-001 (1)

Sonia Caporossi

Nell’edizione Einaudi 1979 di Ragazzi di vita possiamo leggere in appendice due interventi di Pasolini dal titolo Il metodo di lavoro e I parlanti, importantissimi per capire il suo sforzo creativo in ambito linguistico. Nel primo intervento viene fatto notare come si trovino forti corrispondenze nei frammenti e nelle pagine dei due romanzi. Questo significa che «il paradigma, lo spitzeriano periodo – campione» era lo stesso, quindi tra i due romanzi non esisteva «soluzione di continuità»; se non c’è «trasformazione stilistica», non c’è neanche, fa notare sempre Pasolini, «trasformazione interna, psicologica e ideologica” di fondo»

Pasolini infatti, nello stesso intervento, ricorda di aver pensato contemporaneamente tre romanzi: Ragazzi di vita, Una…

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