Pasolini la diversità consapevole

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AA.VV.

Pasolini

la diversità consapevole

a cura di Enzo Campi

Contributi critici e scritti dedicati di

Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

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Antonella Pierangeli

In una carta risalente ai primi anni Settanta, Pier Paolo Pasolini ha scritto: «Ogni volta che mi chiedono di raccontare qualcosa su mia madre,di ricordare qualcosa di lei, è sempre la stessa immagine che mi viene in mente.Siamo a Sacile, nella primavera del 1929 o del 1931, mia mammae io camminiamo per il sentiero di un prato abbastanza fuoridal paese; siamo soli, completamente soli.Intorno a noi ci sono i cespugli appena ingemmati, ma con l’aspettoancora invernale; anche gli alberi sono nudi, e, attraversole distese dei tronchi neri, si intravedono in fondo le montagneazzurre. Ma le primule sono già nate. Le prode dei fossi…

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“Pasolini, la diversità consapevole”: estratto della prefazione a cura di Enzo Campi

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Di ENZO CAMPI

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“Concorsi di causa e di colpa (N. d. C.)

Se il pretesto è un «concorso» [1], bisogna prendere la parola [2] e concedersi il lusso non solo di pronunciarla ma, anche e soprattutto, di declinarla. Se concursus indicava una sorta di incontro o un afflusso di gente, una sorta di riempimento di un luogo (reale o simbolico), la presenza in esso, o solo il semplice attraversamento, diviene lo spaziamento del luogo, ovvero e per così dire: la sua messa in arte o, se preferite, il percorso da parte a parte, che consente la creazione di una linea ove esporre ed esporsi. Ecco che, quasi inavvertitamente, abbiamo aggiunto al «concorso» il «percorso». Così facendo abbiamo, in un certo qual modo, compiuto il gesto inaugurale della nostra saga delle declinazioni. Con-corsi di causa (e quindi di effetto) e con-corsi di colpa: prendere la parola per dire la parola che…

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Enzo Campi – Phénoménologie

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Questo volume è stato prodotto dal Festival Bologna in Lettere come oggetto di scambio per le sottoscrizioni del crownfunding autogetito. Sono passati solo quindici giorni dalla fine del Festival e l’edizione del 2016 ha già aperto il suo cantiere.

La plaquette (22 pagine, formato 14.5X10.0) viene messa in vendita a soli 6 euro (comprese spese di spedizione). Il ricavato verrà interamente devoluto all’organizzazione della nuova edizione del Festival.

Per ordinare il libro basta effettuare un bonifico di 6 euro all’iban IT09D0200802404000103539948 e inviare una email all’indirizzo bilsottoscrizioni@gmail.com con la ricevuta del versamento e l’indirizzo al quale spedire il volume.

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et

e

la progressione in calando aiuta non poco.

ma noi sappiamo che non ci si può imbastardire

praticando la logica formale.

l’unica procedura di risoluzione è un

anello

potenzialmente neutro

*

non c’è luogo nel moto a moto

non c’è loco né loculo

che sia attraversato e vanificato.

piovono…

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Bologna in Lettere 2015 – Peter Carravetta – Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini

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Venerdì 29 Maggio

Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18

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Peter Carravetta

Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini

Progetto e cura diaforia/Daniele Poletti

Edizioni Cinquemarzo.

[Pubblicato originariamente su Art & Text (Sydney), Winter, 1989, pp. 45-67

con il titolo: “Lines of Canonical Protest: Pasolini’s Unfinished Revolution.” ]

Traduzione di Chiara Bauzulli

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[…] Si potrebbe quindi vedere nell’opera di Pasolini il tramonto stesso della tradizione simbolista, nel senso che, pur restando in debito allo stile del Simbolismo, egli ne radicalizza le premesse, sovvertendole dall’interno. Se è vero che le avanguardie, in particolare le neo-avanguardie italiane degli anni ‘60, derivano in parte dal simbolismo francese7 e dai vari –ismi che esso ha generato, allora la critica pasoliniana delle diverse poetiche avanguardiste dovrebbe coincidere con il superamento tout court dell’anima Simbolista/Modernista dalla nostra tradizione culturale. […]

[…] Pasolini evita (o, almeno, tenta di evitare) qualunque autoindulgente virtuosismo dei significanti; basti pensare alle…

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Bologna in Lettere – Fabio Teti – spazio di destot

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Bologna in Lettere 2015

Sabato 30 Maggio

Spazio 100300

Via Centotrecento 1/A

ore 17.30

Daniele Poletti, Ermanno Moretti

presentano

Fabio Teti

spazio di destot

Edizioni Diaforia

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non trapianto, non amo il gioco non la

dimensione della corrente. procedure di deformazione

ossea: è la forza della corda alla mia

testa. carneade, necrologio di un’amica, non ci

siamo. sono caduto, lo lego mentre lo leggo, se

non sai nuotare per le lunghe distanze, spingere

il treno deragliato e aprii gli occhi, dubbio nello

spazio, dello spazio, a frattura: l’esperienza e la

scomparsa, la speranza e lo spirito del quadrato

semiotico, la linea: allotria, non credere, non è

sufficiente

Fabio-teti

Fabio Teti è nato a Castel di Sangro (AQ) il 17/12/1985. Vive e lavora a Roma, dove nel 2012 si è laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla poesia di Giuliano Mesa. È stato redattore di «gammm.org» e «puntocritico.eu»; collabora, dalla fondazione…

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Le conseguenze della musica

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Francesca Del Moro, Le conseguenze della musica, Cicorivolta, 2014

(recensione di Serenella Gatti Linares)

 

Non è una poesia che lasci indifferenti quella di Francesca Del Moro. Ho dovuto leggere e rileggere e ogni volta ne ero turbata e scoprivo nuovi significati. Andavo avanti nella lettura delle cento poesie de “Le conseguenze della musica” incuriosita ed emozionata, come se fosse un romanzo, di cui andare a vedere come va a finire. Mi sono chiesta il perché. In parte ha a che fare con l’“identificazione”, in rapporto a sentimenti ed eventi provati anche da me. Ma non basta.

Quello che mi ha colpito di più, quasi lasciandomi un groppo in gola, è l’anelito, la tensione spasmodica e continua verso l’amore “irrealizzato”, inappagato, dietro delle porte, in perenne distanza e attesa. Parole abusate come “cuore” e “amore” riprendono slancio e vitalità. In mezzo a lacrime e dolore, rispunta il sorriso, scappano le risate, simili a quelle dei cani. Perché Francesca è piena di vita, è un’”Alice nel paese delle meraviglie”, perché Bologna è ancora un luogo che possiede l’allegria della giovinezza, che permette di “volare”.

Ne emerge il ritratto di una donna “dura y fragil”, brace che brucia sotto la cenere. Il “buco nero” della depressione avanza, ma predomina, poi, l’istinto vitale. “… e io saprò trasformare/ le lacrime in parole”. I sentimenti sono espressi con una sorta di pudore, ma saltano fuori fra le righe.

Dietro il brillio dei versi si nascondono temi complessi e profondi. Dietro l’ironia, c’è l’amarezza.

Le grandi passioni di Francesca, che anch’io condivido, sono: musica, libri, cinema, teatro, pittura, cibo. A proposito della musica, cito semplicemente le ultime frasi del mio romanzo “Era ed è ancora”: “… la musica, poiché essa si insinua dove nessuna parola, nessuno sguardo, nessun piede possono penetrare, ah, la musica continuerà per sempre a donarmi emozioni”. E in questo “patchworck” di elementi, in questa contaminazione di arti, si potrebbe perfino… morire contente.

I temi principali sono:

l’amore: sesso, carezze, tenerezza, baci, abbracci, sorrisi, bontà, gentilezza, sensibilità, amicizia… “… io sto bene/ anche solo quando passa il calore dal mio corpo a un altro

la musica: suoni, canzoni, rock, chitarra, concerti, giradischi, vinile…

la natura: vento, “sole bianco”, neve, sera, notte, mattino, terra, stelle, mare, “pioggia gentile fa brillare il buio”…

Ma c’è posto anche per: cinema, teatro, ballo, festa, vino, bisessualità, tempo, rabbia, respiro, pozzo, incomunicabilità, specchio, casa, famiglia, figlio, lavoro, pendolarismo, abbandono, speranza, mancanza di autostima, maternità, solitudine…

Largo spazio è dato al corpo: occhi, naso, labbra, zigomi, pelle, mani, spalle, petto, pancia ( il nostro secondo cervello…), sguardi obliqui e strabici sulla realtà dalle mille facce… Le mani inciampano… come i piedi. “… anche il mio corpo/ è una chiazza che si allarga”.

Infatti, le parole-chiave sono, fondamentalmente: luce, silenzio, parole, musica, sole, mani, occhi, respiro, casa, porta, cuore, amore.

Gli oggetti di uso quotidiano sono presenti in questa poesia al femminile: tazze del latte, bicchieri, bottiglie, pattumiera, foto, letto, divano, cappotto, caramelle

Ci sono i cinque sensi e i colori sono pochi, ma ci sono: verde, grigio, azzurro, rosso, bianco, nero.

Tanti i riferimenti letterari, espliciti o inconsci: Goliarda Sapienza (“L’arte della gioia”),  Erica Jong (“Paura di volare” ), Leopardi, Pascoli, Orwell, Baudelaire, Prévert, Neruda, García Marquez… E quelli musicali, dagli anni ’60-’70 a oggi: Placebo, De André, Vanoni ( “Tristezza per favore vai via…”; “È uno di quei giorni…” ), Paoli (“Sassi”), Mina, Vianello, De Crescenzo…

Instabile e incerto è il tentativo di collegare in armonia ed equilibrio gli opposti o contrari: luce/buio o ombra; vita/morte; bianco/nero; dentro/fuori; silenzio/musica; pieno/vuoto; gioia/dolore; sorrisi/lacrime; tutto/nulla; piccolo/grande; coraggio/paura; leggero/pe(n)sante; terra/cielo; basso/alto; nord/sud; io/tu o noi; presenza/assenza; vivere/non vivere…

Per quanto riguarda la forma, la musica non è solo nei contenuti, ma pure nel ritmo e nella musicalità del verso. Sono usate la metrica e le figure retoriche (esempio: “sole bianco”): ripetizioni, metafore, rime, assonanze, consonanze, ossimori, sinestesie.

Il lessico è ricco, costituito sia da termini acculturati, sia dal francese, sia da vocaboli quotidiani o da… parolacce attuali, come, del resto, sono spesso i temi (codice “elaborato” e “ristretto”). Poesie di media lunghezza, che stanno ben in guardia dal pericolo dell’accumulo. Le mie preferite sono quelle più sintetiche ed essenziali: “Chissà se lui sente/ la carezza dei miei occhi/ sulla sua schiena/ ogni volta che esce”.

Solo ogni tanto parole e concetti sono scontati o già sentiti, un po’ troppo discorsivi e colloquiali. L’uso della “e” e della “i” permette pause e rallentamenti, per riprendere fiato nel ritmo dei versi, per riflettere, per aggiungere il proprio parere personale negli spazi bianchi e vuoti della pagina.

Poesia “narrativa” che mescola aspetti teorici e pratici, che cura i dettagli con leggerezza. Poesia in cui predominano le “a” del femminile. La poesia salva la vita, fa volare lievemente ciò che è pesante, perfino il proprio corpo. Lascia un “segno” per sempre, o almeno si spera. “… fa che i tuoi versi/ si aprano un varco/ nella vita degli altri/ ogni volta che possono”.

Poesia che può far male, ma anche illuminare, perché è intrisa di luce.

 

 

 

Bologna in lettere 2015

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Venerdì 15 al Cassero LGBT center si dà il via alle iniziative legate a Bologna in lettere  con la performance di Monalisa Tina, Pinina Podestà Nicola Frangione, il gruppo di OBLOM Poesia e chiusura con il recital “La macchina miracolante” dedicato a Pier Paolo Pasolini e prodotto dallo staff del festival. Il Festival si svilupperà in tre weekend nel mese di Maggio 2015: Ven. 15, Sab. 16, Ven. 22, Sab. 23, Ven. 29, Sab. 30.

gic-4-1-cop-defQuesta edizione del Festival è dedicata alla complessa ed articolata figura di Pier Paolo Pasolini. Lo staff del Festival, operando secondo l’ottica dei “Sistemi d’Attrazione” (gli spazi di confine e le linee di intercomunicazione tra i vari linguaggi artistici ed espressivi), ha inteso concertare e strutturare un focus pasoliniano  che si articolerà nelle prime 5 giornate.

Ven. 15, La macchina miracolante, recital ispirato alla corrispondenza epistolare tra Pasolini, Leonetti e Roversi, dalla quale…

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Bologna in Lettere 2015 – Pasolini nel quarantennale della scomparsa

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BOLOGNA IN LETTERE 2015
SISTEMI D’ATTRAZIONE
PASOLINI, LA DIVERSITA’ CONSAPEVOLE

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La terza edizione del Festival è dedicata alla complessa ed articolata figura di Pier Paolo Pasolini. Lo staff del Festival, operando secondo l’ottica dei “Sistemi d’Attrazione” (gli spazi di confine e le linee di intercomunicazione tra i vari linguaggi artistici ed espressivi), ha inteso concertare e strutturare un focus pasoliniano che si articolerà nelle prime 5 giornate.

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Ven. 15, “La macchina miracolante”, recital ispirato alla corrispondenza epistolare tra Pasolini, Leonetti e Roversi, dalla quale è scaturita l’esperienza della rivista letteraria bolognese “Officina”, testi e regia Enzo Campi, musiche Mario Sboarina, con Alessandro Brusa, Enea Roversi.

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Sab. 16, l’intervento di Stefano Casi: “Bologna, le contraddizioni di una città pasoliniana per caso”.

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Ven. 22, la proiezione del video della performance “Intellettuale” di Fabio Mauri, con Pasolini come attore, con un’introduzione di Roberto Chiesi; e…

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Bologna in Lettere 2015 – Julian Zhara – Patrizia Mattioli – Alberto Mori

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Julian Zhara nasce a Durazzo il 21 Maggio 1986. Trasferitosi in Italia all’età di 13 anni, ha all’attivo una pubblicazione, In apnea (Granviale, 2009) con la prefazione di Aldo Vianello. Presente tra i finalisti del Premio Dubito in L’epoca che scrivo, la rivolta che mordo (Agenzia X, 2013) . Oltre che poeta, performer è organizzatore culturale di eventi poetici e letterari a Venezia. Dal marzo 2012 ha iniziato una collaborazione col compositore Ilich Molin e il video-artist Enrico Sambenini per il progetto “Dune”. Scrive per la rivista Blare Out con cui cura anche Andata e Ritorno. Festival di poesia orale e musica digitale.

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Patrizia Mattioli nata a Roma il 16/03/1967. Musista, compositrice, docente di laboratori di elettroacustica, laboratori di teatro musica, percezione e ritmo, dj. Diplomata in clarinetto al Conservatorio A. Boito di Parma, ha perfezionato gli studi con il master di composizione a Londra. Ha vinto…

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Bologna in Lettere 2015 – Vetrine del nuovo millennio – Macchine e Macchinazioni

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Bologna in Lettere 2015

“Vetrine del nuovo millennio – Macchine e macchinazioni”

Oltre ai tre focus principali dedicati a Pier paolo Pasolini, Elio Pagliarani, Patrizia Vicinelli e alla consueta maratona non-stop di eventi che caratterizzerà l’ultima giornata del Festival coinvolgendo circa 200 autori provenienti da tutto l’arco del territorio nazionale, avrà luogo una sorta di rassegna denominata “Vetrine del nuovo millennio – Macchine e macchinazioni”, che è rivolta a presentare alcuni degli artisti più rappresentativi del panorama contemporaneo che, in linea con i “Sistemi d’Attrazione” che danno il tema al Festival, operano sugli spazi di confine dei vari generi. La rassegna, curata e condotta da Enzo Campi (il direttore artistico del Festival), si articolerà su tre giornate.

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Venerdì 15 Maggio (Cassero Lgbt Center, Via Don Minzoni 18, a partire dalle 19.00), la video-arte delle “Defigurazioni” di Pinina Podestà, il recital “Resistenzialismo” di Nicola Frangione, la performance “Per la…

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